Freschi di stampa

Concerto furioso andante, Ignazio Salvatore Basile

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All’inizio del XVI secolo Matteo da Scandiano, un letterato idealista e coraggioso, accetta di svolgere una missione per conto del duca Ferrante d’Este. Viene così inviato come governatore a Castelnuovo di Garfagnana, una terra aspra e inospitale dove vige ancora la legge del più forte e tutti, persino i rappresentanti del clero, agiscono al di fuori di ogni regola, spinti soltanto dal desiderio di prevalere sugli altri, al soldo di chi può pagare meglio i loro servizi.  Presto si pente di avere accettato quell’ingrato compito, anche perché ha dovuto lasciare in città la sua innamorata, la bella Lucrezia, che in sua assenza viene insidiata da un lussurioso e feroce cardinale, fratello del duca d’Este, che cercherà di vendicarsi per essere stato respinto dalla donna. Sullo sfondo della vicenda si muovono non soltanto i grandi personaggi dell’epoca, da papa Leone X all’imperatore Carlo V d’Asburgo, passando per il Doge di Venezia e il Granduca di Toscana, ma anche le idee che sconvolgono, in quel frangente storico, le fondamenta stesse su cui la società si è fino ad allora basata, dalle 99 tesi di Martin Lutero, alla visione copernicana del mondo che si allarga a dismisura oltre l’oceano, grazie alle recenti scoperte dei grandi navigatori europei.


L’inganno del riflesso, Silvia Lionetti

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“L’inganno del riflesso” è un romanzo ambientato negli anni ’90, quando ancora i ragazzini suonavano al citofono per chiedere all’amico di scendere in cortile e scrivevano messaggi su biglietti piuttosto che su wapp. I protagonisti sono due adolescenti come tanti. Passioni, insicurezze, paure e incomprensioni. Tutto compresso come il magma di un vulcano che vuole esplodere. Una donna matura si guarda allo specchio, con un’espressione appagata, sorridente. È un inganno, dietro a quel sorriso c’è tutta la frustrazione di una vita di insoddisfazioni. La protagonista trova in soffitta il diario della donna, nasce l’amicizia con un compagno di classe e insieme decidono di scoprire chi essa sia. Indagini, enigmi, l’ipotesi di un viaggio nel tempo, il giallo di una donna annegata in un canale, tutto questo si intreccia con le problematiche famigliari dei ragazzi, la loro vita a scuola, nei cortili e parchi cittadini.


Gli immemori di Santa Dinfna, Simone Censi

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Dove finisce un pessimo carattere e inizia una brutta malattia? Quanta parte della demenza è il risultato di una patologia e quanto è il prodotto di come la trattiamo? La malattia porta a non riconoscere più i volti delle persone che ami, ti porta indietro a eventi passati della tua vita e lì ti abbandona, almeno per un po’. Il morbo di Alzheimer è la forma più comune di demenza degenerativa. Il sintomo più comune è la difficoltà nel ricordare eventi recenti, poi si succedono afasia e disorientamento, cambiamenti repentini di umore, depressione, incapacità di prendersi cura di sé. Questo porta a isolarsi nei confronti della società e della famiglia. Un’isola sospesa nel tempo, come sono sospese le vite di chi la abita, perché in fondo la demenza è questo, un confondersi di progredire e regredire e la visione è annebbiata da un caotico rimescolarsi di elementi. Si stima che per il 2050 una persona su ottantacinque sarà affetta dal morbo di Alzheimer. Ancora oggi non esistono cure.