Freschi di stampa

Opera finalista al Premio 1 Giallo x 1.000 quarta edizione
 «Gesù mio!» Esclamò Marie quando furono davanti al palazzo. La Magione di Mezzo era un fabbricato imponente. Maestoso, ma incredibilmente etereo. Possedeva diversi stili, due dei quali, il Liberty e il rinascimentale, facilmente riconoscibili. L’edificio era composto essenzialmente da due corpi principali, fusi l’uno nell’altro, come fosse una mastodontica croce in piedi. A Goran, più spicciolo nel giudizio, la magione sembrò una matrona derelitta, una battona invecchiata male ed eccessivamente truccata, a celare le magagne di una vita troppo lunga e spesa male…
 
 
Opera finalista al Premio 1 Romanzo x 500 seconda edizione.
È la storia d’una famiglia felice, che precipita nella catastrofe a causa di un matrimonio sbagliato. Alla morte del padre, la protagonista si trasferisce dalla natia campagna in città insieme alla madre e alle sorelle. Riesce a sposare l’uomo che ama. Scelgono di avere un’unica figlia, Luisa, per darle il meglio. Dopo una delusione d’amore, Luisa sposa un uomo più anziano di lei, un mediocre impiegato, e va a vivere lontano dai genitori. Mette al mondo una bambina, Katia, che dopo la sua tragica morte sarà affidata alle cure della nonna. Solo quando la nipote si sistema, Magdalena può lasciarsi andare. Una malattia, che covava da tempo, emerge prepotentemente attaccandole i centri nervosi. Unico suo conforto: i ricordi.
 
 
 
Opera finalista al Premio 1 Giallo x 1.000 quarta edizione
Due colpi di pistola nella notte, un vecchio partigiano viene ucciso nel suo appartamento di Milano. Nella mente di Carmen riemergono i fantasmi del passato: il padre fascista, la madre adultera e stuprata durante la guerra, quando lei era piccola. In quegli anni, a Milano in via Mantegna funziona la Zecca dello Stato. La terza chiave è nella divisione Pasubio, custodita da qualche partigiano che gode della fiducia del comandante Marozin. La villa dei signori Curiani, nella provincia veronese, è scossa dalla guerra e dalla presenza del tenente Heger. Augusto Curiani per tutti è in Russia, ma con la compiacenza dei gerarchi del paese è nascosto nella soffitta della villa. Il vecchio Tano è l’unica persona che ne è al corrente, all’interno della casa. Dopo la guerra, Carmen scopre di essere il frutto di una relazione tra la madre e Saverio, un aiutante che Tano aveva presentato a suo padre Augusto. Saverio aveva già un figlio, Otello, ucciso durante le lotte partigiane. Sullo sfondo, casse di inestimabile valore passano di mano in mano fino a condurre Carmen alla sua vendetta privata. Un giovane commissario, molti anni dopo, risolve il caso e scopre chi è veramente quella donna.
Tatnis ha un dono, anche se lui di certo non lo avrebbe mai definito così. Gli basta toccare qualcuno subito prima di morire per trasferire la propria anima e tutti i suoi ricordi nel nuovo corpo: l’immortalità, insomma. Facendo un po’ di attenzione. Tatnis non conosce l’origine di questa sua dote, ma è così che è sopravvissuto fino ad ora, per oltre quattocento anni. Quello che sa, è che non è il solo ad averla. Ce ne sono altri come lui: “ladri di corpi”. E uno in particolare, Anubi, lo sta cercando.