Oggi presentiamo il libro di Morena Sterpone, “Signora Madre”, Finalista alla Prima Edizione del Premio “1 Romanzo x 500”, pubblicato dalla 0111 Edizioni il 29 ottobre 2021.

Trama del libro: Può un essere umano attraversare l’inferno senza subire drastici cambiamenti? La risposta è in questo libro, e Ruth Bolton sperimenta di persona questo viaggio fino all’apice del dolore e ritorno. Se state immaginando un girone Dantesco con tanto di fiamme e forconi siete fuori strada. Come Ruth stessa ha scoperto sulla sua vellutata pelle diafana ci sono modi peggiori di definire l’inferno, quando ad esempio il luogo sicuro che chiami casa diventa la sede principale delle tue torture e quando il tuo cuore si spezza irrimediabilmente da riuscire a provare solo dolore e null’altro. Ma Ruth è determinata a dare una svolta alla sua vita, affrontando prove ancor più tenebrose e sconosciute pur di tornare a sentirsi libera e di lasciarsi alle spalle tutta quella sofferenza. Purtroppo non sempre ciò che si desidera corrisponde a ciò di cui invece abbiamo bisogno. Spesso solo attraversando l’inferno senza perdere noi stessi diventa l’unico modo per salvarci e per sentirci veramente liberi. Nel suo viaggio Ruth incontrerà Gwenda, una donna tanto bella quanto sola, emarginata da tutti, anche dalla sua stessa famiglia, solo per le malelingue che sin da bambina la definiscono una strega. E se non fossero solo dicerie? Ambientato nell’affascinante alba di inizio secolo quando l’800, appena lasciato alle spalle, ancora condiziona in eleganza e cortesia i modi delle dame di Tarybrook.

Allora, Morena, parliamo un po’ del tuo libro, spiegaci com’è nata l’idea per questa storia e svelaci alcune curiosità legate alla trama:

Il tema legato dietro l’enorme significato del Perdono mi ha sempre affascinata. Perché è così difficile perdonare gli altri quando si sbagliano e ancor di più quando hanno ragione, ragione che noi non vogliamo ascoltare? E ancor più di ogni cosa: perché è così difficile perdonare noi stessi? Ci sono persone che passano la vita intera a darsi addosso, tantissimi altri, io compresa, che nel loro passato vedono un cielo costellato di rimpianti e non si danno pace per non aver fatto quella cosa o non aver detto quella parola. Sono arrivata al punto di convincermi che è un ciclo senza vie di uscita: è l’umanità stessa che è fatta così, è qualcosa che non possiamo evitare. Però possiamo imparare a convivere con quelle sfaccettature del nostro essere che non sempre apprezziamo, perché sono loro a darci completezza. Lo dobbiamo a noi stessi. “Signora Madre” è nato mentre mi soffermavo su questi pensieri, la trama poi, come in quasi tutti i miei racconti, è venuta da sé, sulle ali dell’ispirazione del momento, senza averla completamente programmata.

Hai dovuto lavorare molto per scriverlo, fare ricerche o informarti per questioni più tecniche?

È un racconto che ho iniziato a scrivere anni fa senza una vera ragione di fondo. Mi soffermavo infatti più sui dettagli descrittivi che riguardano l’epoca in cui è ambientato (ripeto, fino dell’800, inizi ‘900); è un periodo storico che ha sempre magnetizzato la mia curiosità: le grandi Ville signorili, i poderi prosperi, le prime invenzioni, come l’elettricità, che finalmente facilitavano la vita della gente che fino a quel momento si era sempre dovuta arrangiare faticando il doppio. Ho fatto delle ricerche sulle abitudini e sulle tradizioni di quel periodo storico per essere precisa e veritiera nelle descrizioni, ma è stato solo qualche tempo fa che i dettagli salienti della trama hanno trovato il loro posto. A volte anche le sofferenze che affrontiamo nella vita reale danno veridicità alle sensazioni provate dai personaggi di un libro. Ed è proprio quella veridicità a caratterizzare un racconto, a farci affezionare ad un personaggio, perché spesso ci rispecchiamo in lui, forse non per le situazioni che si trova a dover affrontare, ma sicuramente ci rivediamo nel modo in cui si sente, ci ritroviamo in certe emozioni.

L’idea del titolo com’è nata?

Per assurdo il titolo è stata una delle prime cose che avevo ben chiare in mente, cosa che solitamente non accade praticamente mai. Lo ritengo un titolo potente, che in qualche modo evoca sensazioni primordiali.

Raccontaci in breve qualcosa di te, chi è Morena nel quotidiano?

Non saprei, è che sono sempre stata abbastanza sicura di avere inchiostro nelle vene al posto del sangue, quindi non saprei scindere la Morena curva sul pc intenta a scrivere (o su un libro a leggere) dalla Morena che volete conoscere. Io se mi guardo dall’esterno vedo solo la mia schiena curva sulla sedia e le dita che battono veloci sulla tastiera o che fanno scivolare la penna sul foglio. Però magari di lei posso dirvi che è madre di una bambina meravigliosa che le dona tanta amorevole tenerezza e momenti che vorrebbe non finissero mai. O che Morena alterna momenti di quiete assoluta passati a scrivere e ad occuparsi della sua famiglia a momenti di inarrestabile energia lavorativa dove la sera non si ricorda neanche più come si chiama; in ambedue i casi amo senza riserva sia gli uni che gli altri perché, anche se in maniera diversa, mi fanno sentire prepotentemente viva!

Di seguito indichiamo alcuni link d’acquisto utili per reperire il libro, sia in formato cartaceo che ebook, segnalando come sempre il nostro store online La banda del book che offre uno sconto sulla versione cartacea.

La Banda del Book

Amazon

Ibs

Bene cara Morena, vuoi segnalarci dei contatti social in cui i nostri lettori possono seguirti e contattarti?

Ho un account Instagram.

Ringraziamo Morena per essere stato con noi e averci presentato il suo libro “Signora Madre”.

Per leggere un’anteprima di “Signora Madre”, clicca qui sotto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.