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Oggi presentiamo il libro di Gippo Bignozzi, “Un filo d’odio”, Finalista alla Quarta Edizione del Premio “1 Giallo x 1000”, pubblicato dalla 0111 Edizioni in data 25 giugno 2021.

Trama del libro: Nel nascosto e dimenticato castello della Fonte Oscura, sopra il paese di Parcines, presso Merano, si susseguono delle morti strane e violente. Il capitano dei carabinieri Zeno Marai, che svolge le indagini, brancola fra personaggi singolari e indizi assurdi, che suggeriscono il coinvolgimento delle mitiche e vendicative Ondine delle acque sotterranee che, secondo una leggenda, vivono nelle grotte sotto al castello. Logicamente, rifiuta questa ipotesi surreale, ma finirà anche lui aggredito e poi rapito. L’arrivo dalla Germania del vecchio margravio proprietario del castello, che aveva servito sul fronte orientale durante l’ultima guerra, evidenzia un possibile collegamento delle morti attuali con gli avvenimenti di quel lontano e tragico passato. È un filo d’odio che dopo decenni chiede ancora soddisfazione.

Allora Gippo, parliamo un po’ del tuo libro, spiegaci com’è nata l’idea per questa storia e svelaci alcune curiosità legate alla trama:

Come si legge nella quarta di copertina, è una specie di giallo con risvolti storici, ambientato a Merano, dove io vivo da cinquant’anni. Mi ero incuriosito, leggendo il romanzo “Le benevole” di J. Littel, sulla truci attività degli Einsatzgruppen, le truppe speciali, che seguivano l’avanzata tedesca in Russia, col compito di ripulire le retrovie degli elementi pericolosi, e ho cercato di approfondire l’argomento. Ho poi sentito il bisogno di scrivere qualcosa al riguardo, perché sono fatti quasi sconosciuti, che invece sarebbe bene ricordare. In effetti Auschwitz, al confronto, perde in parte il primato dell’orrore. Però l’argomento presentato in sé, avrebbe annoiato e destato scarso interesse. Ho pensato allora di inserirlo in una specie di giallo, con anche un minimo di misterioso e soprannaturale e magari anche un po’ di ironia. Casualmente, guardando una cartina della vicina località di Parcines, mi sono imbattuto in una strada dal nome evocativo di via Vertigo, che mi ha affascinato. Seguendola, ho visto che portava alla galleria dell’acquedotto del paese e poi diveniva un sentiero che moriva sulle pendici del Tessa. Ecco, quel nome evocativo e le acque della galleria, mi hanno avviato ad immaginare un vecchio castello, costruito sopra grotte abitate dalle bellissime e vendicative Ondine delle acque sotterranee. Il resto è venuto da sé.

Hai dovuto lavorare molto per scriverlo, fare ricerche o informarti per questioni più tecniche?

Beh, sì. A parte le ricerche su questi gruppi speciali, mi sono allargato a tutto il contesto. A parte l’ambientazione e i protagonisti, frutto di fantasia, sono stato molto pignolo su tutti i riferimenti storici e i personaggi citati. Persino per i giorni in cui nevicava, ho fatto riferimento ai bollettini meteo della fine del 1999, che è il periodo in cui si svolge il racconto.

L’idea del titolo com’è nata?

Per caso. Mentre scrivevo il romanzo, mia moglie stava leggendo “Un filo d’olio” di Simonetta Agnello Hornby e io ho pensato: “Il mio è un filo d’odio, non di olio.” Così è rimasto quel titolo.

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Raccontaci in breve qualcosa di te, chi è Gippo nel quotidiano?

Sono nato sotto uno degli ultimi bombardamenti, a Ferrara nel febbraio 1945 e sono quindi un vecchietto (oggi si dice: grande anziano). Dopo aver frequentato Istituto d’arte e Accademia, ha insegnato per 31 anni e poi progettato interni e arredamenti per altri 20. Verso i 70 anni, ho pensato di fermare alcune delle fantasie che da sempre mi frullavano per la testa e ho cominciato a scrivere racconti e poi qualche romanzo. Coi racconti però mi diverto di più. Parto da un’idea senza sapere dove andrò a finire. La trama si crea da sola. Da molto tempo ho abbandonato le nebbie della pianura e vivo a Merano e proprio qui, a Merano e a Parcines, un paese vicino, ha ambientato questa storia che coniuga l’antica leggenda delle Ondine delle grotte, ai drammatici eventi del fronte russo, durante l’ultima guerra.

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Ringraziamo Gippo per essere stato con noi e averci presentato il suo libro “Un filo d’odio”.

Per leggere un’anteprima di “Un filo d’odio”, clicca qui sotto.

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